Nuotare in tutte le stagioni
Poi arrivavano le prime burrasche dell'autunno, l'aria si rinfrescava, ti dicevi che oramai era finita con le nuotate e addio mare. O meglio arrivederci alla prossima estate. Andavi a guardarlo nelle belle giornate o durante le sue maestose tempeste, ma il mare era ritornato ai pesci, ai gabbiani e alle imbarcazioni piccole o grandi che lo solcano. Il mio mare diciamo di casa è Calamoresca sul promontorio di Piombino. L'autunno scorso ero al Nord, sul lago di Garda e lì avevo continuato a nuotare fin quasi alla fine di ottobre. Ero sempre da solo naturalmente perché lassù si smette a settembre. Via via mi acclimatavo all'acqua sempre più fredda, finchè non mi convinsi che non era più possibile continuare. Ai primi di novembre ero tornato al mare di Calamoresca che mi parve addirittura tiepido rispetto alla temperatura delle acque del lago. E così ho ripreso. Poi c'era la compagnia di uno sparuto gruppo di piombinesi che a poco a poco si ridussero a due, la giovanissima Mara, madre di cinque figli e plurinonna, ma giovanissima per spirito e temperamento e Renzino che andrebbe chiamato Renzone da quanto è in carne. Renzino è il custode spirituale di Calamoresca e del suo mare: 'Che bello il mi' mare'. Ce lo puoi trovare a tutte le ore e a tutte le stagioni. E' un po' il nume protettore del luogo. E' conosciuto per i suoi giri in canoa tutto l'anno e per i bagni in mare (pure tutto l'anno). Ora degli impedimenti fisici l'hanno un po' bloccato. Ma a Calamoresca ce lo trovi sempre. Poi è apparso Luca, un restauratore che lavora alla Cappella che si trova in Cittadella a Piombino. Nella pausa pasto veniva a farsi il bagno e poi la frugale 'sgranatina' (non mi posso appesantire sennò lavoro male). E' stato lui a lanciare la sfida: 'Ma se provassimo a non smettere?' La palla a Luca gliela avevano passata dei suoi amici che a Castiglioncello nuotavano tutto l'anno.
Soffro di pressione alta, ne parlo con mio fratello Camillo grande medico e grande campione di nuoto da quando era ragazzo fino ad oggi (due recentissimi record italiani master ottenuti con poco allenamento e una classe che gli anni e la pratica costante del nuoto non hanno offuscato). Ma sì potevo provare. Se uno non smette l'orologio termico corporeo via via si aggiusta al diminuire della temperatura. Occhio però, quanto più fredda è l'acqua, tanto più ti devi dare al corpo il tempo di acclimatarsi. E poi, arrivati sotto i 14 gradi, in acqua ci si deve stare poco, sui cinque minuti o giù di lì. A dicembre la temperatura è ancora discreta :18/19 gradi , c'entravano delle belle e lunghe nuotate anche fino alla Centralina, una spiaggia a circa 500 metri da Calamoresca. Si nuota quasi come d'estate, ti rigiri a dorso e vedi planare i gabbiani nell'azzurro. Tanta pace, nessun motoscafo. Nessun rumore. Poi vai in centro e sei scombussolato dalle luci di Natale. Come fa ad essere Natale?
Mi dimenticavo di Helena, accidenti, una biondona ucraina che con l'acqua fredda si ringalluzzisce come una foca al Polo. C'era anche lei della partita e con i suoi buoni consigli: 'devi prima essere riscaldato, poi entrare piano e poi quando uscire di nuovo ti riscaldare molto, capisci? E' bene anche fregare orecchie per 3 minuti fino che calde. Così sangue sale testa e tu bene in acqua…' Anche Helena è stata preziosa col suo esempio e i suoi consigli. E alla fine non abbiamo più smesso arrivando così ai primi di febbraio.
La prova principe è stata il bagno a mezzanotte con i 'colleghi' di Livorno. Gente tosta che il bagno tutto l'anno lo pratica da vent'anni. Un noto locale cecinese il 'Delfino Discobar' invita quest tosti livornesi riuniti nell'associazione 'Gli amici del mare' e il gruppetto di Luca a un bagno di mezzanotte sulla spiaggia illuminata. Alla fine il fatidico appuntamento slitta nei giorni della merla, il 27 gennaio. Da tre giorni un tramontano sotto zero spazza l'Italia. Sulla costa cecinese l'acqua scende molto dolcemente e quindi fa in tempo a ghiacciare come un bel lago del Nord Italia. Fuori sono zero gradi e se si guarda bene alla luce dei fari i puntini bianchi sono neve (alla fine della serata in auto mi trovo in una minibufera di neve che mi accompagna fino a Donoratico). Il bagno lo facciamo lo stesso. Poi con una munificenza degna di un magnate il proprietario del locale, il signor Paperini, ci invita a una bella cena a base di pesce che si conclude con una enorme torta. E poi targhe e medaglie per tutti. Il nostro gentile e munifico anfitrione lo ribattezzo Paperon de' Paperini. Così si continua a nuotare d'inverno. Il bagno lo prediligo al tramonto, come d'estate. E' finita una giornata di vari impegni, a volte gravosi. Sei un po' stanco, teso. Tenderesti a rinviare. Fa freddo, c'è il tramontano, ma chi me la fare? Rinvii. Il giorno dopo rinvii ancora perché ti senti ancora più stanco e infreddolito. Ma ti rimane in cuore quello spicchio d'acqua pura in cui non hai trovato la forza di immergerti. E ogni giorno è più facile rinunciare. Poi un pomeriggio ti riscuoti. Non pensi al tramontano, al fatto che sei infreddolito, stanco, nervoso. Finalmente ti ributti. E il miracolo si rinnova. In due bracciate la tensione si scioglie in un tonico abbraccio. Nuoti vigorosamente. Non troppo lontano. Non si sa mai. Torni a riva. Assapori il ritrovato benessere e ti ributti. Ritorni, ti metti in piedi a mezz'acqua e l'aria non pare pungere più. Via, facciamo un'altra nuotatella (come dice Renzino). Ci staresti di più, ma siamo ai dieci minuti. E' forse meglio uscire. L'acqua della doccia all'aperto sembra quasi tiepida. Ti asciughi tranquillamente. E torni a casa. E tornando a casa ritrovi l'inverno, gente che bubbola intabarrata. La casa riscaldata è piacevole. Mani e piedi magari sono un po' intirizziti. Ma sei ancora col mare negli occhi e dentro il cuore.
Carlo Carlucci



